Quando la postura parte dagli occhi: il caso di Lucia, 11 anni e ginnasta

Nel nostro studio di fisioterapia ci capita spesso di accogliere giovanissimi atleti inviati dai pediatri per valutazioni posturali. L’età dello sviluppo, specialmente quella che coincide con la scuola media, è un momento di transizione delicatissimo: il corpo cresce rapidamente e cerca costantemente un nuovo equilibrio.

Oggi voglio raccontarvi la storia di Lucia (nome di fantasia), una ragazza di 11 anni, studentessa e promettente ginnasta di ginnastica artistica, arrivata in studio per un controllo a causa di un atteggiamento scoliotico.

Il suo caso è l’esempio perfetto di come la postura non sia solo una questione di “ossa e muscoli storti”, ma il risultato del lavoro di complessi recettori, come gli occhi e la bocca.

La valutazione posturale: cosa è emerso?

Durante la prima visita, l’esame obiettivo ha evidenziato alcune asimmetrie:

  • Assetto superiore e inferiore: Un dislivello sul piano scapolare (con la scapola destra più alta) e una deviazione laterale a sinistra del bacino, accompagnata da un’intrarotazione del femore destro.
  • L’appoggio plantare: Il piede destro si presentava pronato (tendente a “cedere” verso l’interno). Tuttavia, durante il test in appoggio su un solo piede (monopodalico), il piede ritrovava da solo il suo corretto assetto e risultava stabile.
  • Mobilità e forza: Ottime notizie su questo fronte. Nei test di movimento non è emerso alcun dolore o limitazione, e il tono muscolare è risultato perfettamente compatibile con l’età e l’attività sportiva.

Fin qui sembrerebbe il classico quadro di un’adolescente in crescita. Ma la chiave di volta è arrivata quando abbiamo testato i recettori posturali.

Il legame tra Occhi, Bocca e Postura

Lucia è attualmente in cura dall’ortodontista e porta un apparecchio dentale (che toglierà tra tre mesi). Sappiamo che l’occlusione dentale influenza la postura del collo e della colonna. Ma le sorprese più grandi sono arrivate dai test visivi:

  1. Test visivo: Per mettere a fuoco le lettere più piccole sul tabellone, Lucia metteva in atto una deviazione del capo molto importante.
  2. Test di convergenza oculare: Al punto prossimale (avvicinando un oggetto al naso), l’occhio sinistro mostrava un evidente deficit di convergenza.

Davanti a questi dati, ho fatto notare la situazione alla mamma, la quale ha subito collegato i punti: “È vero! Ho notato che quando fa i compiti fa cadere la testa sul foglio e si inclina tutta da un lato”. La stessa Lucia ha poi confermato di sentire una forte stanchezza e affaticamento agli occhi verso la fine delle lezioni scolastiche.

L’importanza di intervenire sui recettori in fase di crescita

In piena età evolutiva, è assolutamente normale che il corpo attraversi fasi di asimmetria transitoria mentre cerca il suo baricentro. Tuttavia, non dobbiamo permettere che i recettori (come gli occhi) inviino informazioni errate al cervello, alterando il tono muscolare e “fissando” nel tempo un assetto posturale disfunzionale.

Nel caso di Lucia, lo sforzo visivo e l’apparecchio stavano letteralmente “guidando” il suo corpo a inclinarsi e ruotare per compensare il deficit.

Il mio consiglio terapeutico: Non sono partito subito con esercizi di ginnastica posturale. Prima di tutto, ho consigliato alla madre di sottoporre Lucia a una visita oculistica e ortottica approfondita per valutare e correggere i problemi rifrattivi e oculo-motori.

Scoliosi o Atteggiamento Scoliotico? Facciamo chiarezza

Quando il pediatra parla di “problemi alla schiena”, nei genitori scatta spesso l’allarme. È fondamentale però fare una netta distinzione tra scoliosi vera e propria e atteggiamento scoliotico.

  • La scoliosi è una deformità strutturale della colonna vertebrale che prevede una rotazione delle vertebre; è rigida e non scompare quando il ragazzo si sdraia o si flette in avanti.
  • L’atteggiamento scoliotico, invece, è un’alterazione puramente posturale e non strutturale. La colonna è sana, ma appare “storta” a causa di forze esterne o compensi muscolari (come, nel caso di Lucia, un deficit visivo o una asimmetria temporanea legata alla crescita).

La buona notizia? L’atteggiamento scoliotico è completamente reversibile: individuando e correggendo la causa scatenante (i cosiddetti recettori fuori asse), la schiena torna a ritrovare la sua naturale linearità senza bisogno di busti o interventi invasivi.

Prossimi passi: la strategia a lungo termine

La fisioterapia moderna non lavora a compartimenti stagni. Per permettere a Lucia una crescita funzionale, proteggere la sua colonna e migliorare sia la sua qualità di vita sui banchi di scuola sia le sue performance nella ginnastica artistica, la parola d’ordine è multidisciplinarietà.

Ci siamo dati appuntamento per una visita di controllo a tre mesi. In quell’occasione, Lucia avrà rimosso l’apparecchio ortodontico e, con l’eventuale supporto della correzione visiva (occhiali o esercizi ortottici), potremo rivalutare la sua postura. Solo allora, se sarà ancora necessario, cuciremo su di lei un programma di esercizi terapeutici mirati.

La storia di Lucia ci insegna che, specialmente nei bambini, guardare oltre il sintomo e analizzare il corpo nella sua totalità è l’unico modo per fare una vera prevenzione.

Cosa dice la scienza

Revisione Sistematica Recente (2025): Ocular-induced abnormal head postures: A systematic review and analysis Questa estesa revisione analizza nel dettaglio la relazione causale tra le patologie oculari (inclusi i disallineamenti e i deficit oculomotori) e le posizioni di compenso assunte con il capo (inclinazione, rotazione, mento alto/basso), evidenziando come la postura della testa sia un meccanismo di adattamento per ottimizzare il campo visivo o ridurre l’affaticamento.

Studio sulla Frequenza delle Cause Oculari (2023): The Frequency and Manifestations of Ocular Causes of Abnormal Head Posture Un’indagine clinica che mappa le manifestazioni più comuni delle posture anomale della testa (come il head tilt o il head turn) indotte direttamente da disfunzioni della motilità oculare e dello strabismo, confermando l’orientamento spaziale del capo come riflesso di compensazione.

Diagnosi e Gestione dei Posizionamenti del Capo (2016): Anomalous head postures in strabismus and nystagmus diagnosis and management Questo testo evidenzia come le posizioni anomale del capo vengano adottate inconsciamente dal paziente per migliorare l’acutezza visiva o per ottenere una visione binoculare più confortevole e meno faticosa, supportando pienamente il resoconto clinico di Lucia (la stanchezza a fine giornata e la testa inclinata sui fogli).

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