Dolore all’avambraccio e formicolio a mignolo e anulare: il caso di Franco e la Sindrome del Tunnel Cubitale

Ti capita mai di sentire un formicolio fastidioso al mignolo e all’anulare dopo essere stato a lungo al telefono? Oppure di fare fatica a svitare il tappo di una bottiglia o ad aprire un vasetto?

Se la risposta è sì, potresti soffrire della Sindrome del Tunnel Cubitale (o sindrome del canale cubitale).

In questo articolo ti racconto la storia di Franco (nome di fantasia), un operaio di 50 anni di Vimercate che è riuscito a risolvere questo problema grazie a un percorso mirato di fisioterapia, evitando l’intervento chirurgico.

Il caso clinico: i sintomi di Franco

Franco si è presentato nel mio studio di fisioterapia a Vimercate con un quadro clinico molto comune ma invalidante, insorto circa 3 mesi prima senza un apparente motivo scatenante:

  • Dolore lungo l’avambraccio sinistro che si irradiava fino al mignolo e all’anulare.
  • Parestesie (formicolio e intorpidimento) ben localizzate sulle ultime due dita della mano, che peggioravano drasticamente quando teneva il gomito piegato (ad esempio mentre parlava al telefono o quando appoggiava il gomito alla scrivania).
  • Perdita di forza nella mano, con una evidente difficoltà ad aprire vasetti, bottiglie o a stringere con precisione piccoli oggetti.

Prima di rivolgersi a me, Franco aveva tentato una terapia con farmaci antinfiammatori che, purtroppo, aveva portato solo un sollievo temporaneo senza risolvere la causa alla radice.

Che cos’è la Sindrome del Tunnel Cubitale?

La Sindrome del Tunnel Cubitale è la seconda neuropatia da compressione più comune dell’arto superiore (dopo la sindrome del tunnel carpale). Si verifica quando il nervo ulnare, che decorre lungo il braccio passando in un canale stretto all’interno del gomito (il solco epitrocleo-olecranico), subisce uno schiacciamento, una trazione o un’irritazione meccanica.

Come evidenziato nell’immagine qui sopra, il nervo ulnare è responsabile della sensibilità del mignolo e di metà dell’anulare, oltre a controllare molti dei piccoli muscoli della mano che servono per afferrare e stringere gli oggetti. Quando il nervo soffre, la trasmissione dei segnali si altera, provocando i sintomi riferiti da Franco.

La prima visita in studio: i test clinici

Durante la prima valutazione nel mio studio a Vimercate, ho eseguito dei test manuali specifici per localizzare il problema:

  1. Test neurodinamici per il nervo ulnare: manovre di messa in tensione del nervo lungo tutto l’arto superiore che hanno scatenato immediatamente i sintomi familiari di Franco, confermando l’interessamento neurologico.
  2. Test di Froment (positivo): è un test clinico fondamentale per valutare la funzionalità del nervo ulnare. Si chiede al paziente di stringere un foglio di carta tra il pollice e l’indice di entrambe le mani. Se il nervo ulnare è sofferente, il muscolo adduttore del pollice perde forza; per non farsi sfuggire il foglio, il paziente è costretto a compensare piegando la falange del pollice (attivando il nervo mediano). La positività di Franco a questo test indicava già una parziale perdita di forza motoria.

Gli esami di approfondimento

Per avere una diagnosi di certezza e valutare la gravità della compressione, ho consigliato a Franco una visita ortopedica per effettuare degli esami strumentali.

Franco ha eseguito una risonanza magnetica al gomito sinistro e un’elettromiografia (EMG). Fortunatamente, i referti hanno confermato la sindrome del canale cubitale ma hanno escluso danni strutturali così severi da richiedere la chirurgia. C’erano tutti i presupposti per procedere con un trattamento conservativo.

Il percorso di Fisioterapia a Vimercate: come abbiamo risolto il problema

Il programma riabilitativo è durato due mesi ed è stato strutturato su tre pilastri fondamentali:

  • Rilascio miofasciale dell’avambraccio: tecniche manuali volte a decontrarre e rendere più elastiche le fasce muscolari e i tessuti connettivi che circondano il nervo ulnare, riducendo la pressione fisica sul canale del gomito.
  • Tecniche articolatorie globali: trattamenti manuali mirati a ripristinare la corretta mobilità non solo del gomito, ma anche delle articolazioni vicine (spalla, cervicale e polso), poiché il nervo ulnare origina dal collo e attraversa tutto l’arto superiore.
  • Educazione posturale e comportamentale: abbiamo lavorato sulle abitudini quotidiane di Franco. Ad esempio, evitare di mantenere il gomito flesso oltre i 90 gradi per tempi prolungati, utilizzare auricolari durante le chiamate ed evitare di appoggiare direttamente il gomito su superfici dure.

I risultati

Grazie alla costanza di Franco e a un approccio terapeutico personalizzato, dopo due mesi di trattamenti la sintomatologia è completamente scomparsa: il formicolio è sparito e Franco ha recuperato appieno la forza e la manualità fine necessarie per lavorare e svolgere le sue attività quotidiane in totale serenità.

Se anche tu avverti sintomi simili, non ignorarli: intervenire tempestivamente con la fisioterapia permette di evitare che la compressione del nervo peggiori, scongiurando il ricorso alla chirurgia.

Cosa dice la scienza

The Use of Physiotherapy in the Conservative Treatment of Cubital Tunnel Syndrome: A Critical Review of the Literature (2024) Una revisione critica recente della letteratura che ha analizzato 18 studi (tra cui trial clinici controllati e case report) sull’efficacia della fisioterapia. Gli autori indicano risultati decisamente ottimisti, evidenziando come la terapia manuale e l’esercizio terapeutico portino a un significativo miglioramento dei sintomi soggettivi e oggettivi della compressione.

Conservative Treatment of Cubital Tunnel Syndrome: A Systematic Review (2019) Questa revisione sistematica analizza le diverse modalità di trattamento conservativo utilizzate nella pratica clinica. Conferma che l’educazione del paziente, la modifica delle attività quotidiane, lo splinting (tutori) e gli esercizi di scorrimento del nervo (neurodinamica) rappresentano il gold standard per la gestione non chirurgica della patologia.

Neurodynamic Mobilization in the Conservative Treatment of Cubital Tunnel Syndrome: Long-Term Follow-Up of 7 Cases (2010) Uno studio focalizzato sull’utilizzo delle mobilizzazioni neurodinamiche (sia tecniche di sliding che di tensioning) associate a educazione posturale ed ergonomica. I pazienti monitorati nel lungo termine hanno mostrato una netta riduzione del dolore, del segno di Tinel e un significativo aumento della forza di presa della mano.

Incorporating Nerve-Gliding Techniques in the Conservative Treatment of Cubital Tunnel Syndrome (2004) Un lavoro clinico che analizza i benefici dell’integrazione delle tecniche di scivolamento del nervo ulnare (nerve gliding) e della manipolazione articolare segmentaria (compreso il distretto cervico-dorsale), dimostrando un recupero completo sia sul piano del dolore che della funzionalità della mano.

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