
Il dolore al gomito è un disturbo comune che può limitare drasticamente le attività quotidiane, dal sollevare una tazza di caffè all’utilizzare il mouse in ufficio. Molto spesso, la diagnosi è chiara: epicondilite, popolarmente nota come gomito del tennista.
In questa guida completa vedremo cos’è esattamente l’epicondilite, come riconoscerne i sintomi e quali sono i trattamenti più efficaci per tornare a muoversi senza dolore.
Cos’è l’epicondilite laterale?
L’epicondilite è una tendinopatia degenerativa che colpisce i tendini estensori dell’avambraccio, nel punto in cui si inseriscono sull’osso esterno del gomito (l’epicondilo).
Nonostante il nome, non colpisce solo gli atleti. Anzi, la maggior parte dei casi riguarda persone tra i 35 e i 50 anni che svolgono lavori manuali ripetitivi o trascorrono molte ore al computer.
Sintomi dell’epicondilite: come riconoscerla
I segnali del gomito del tennista tendono a svilupparsi gradualmente. I sintomi principali includono:
- Dolore alla parte esterna del gomito che può irradiarsi lungo l’avambraccio fino al polso.
- Debolezza nella presa, con difficoltà a stringere la mano o girare una maniglia.
- Rigidità mattutina dell’articolazione.
- Aumento del dolore quando si sollevano pesi (anche leggeri) o si estende il polso.
Le cause principali
La causa scatenante è solitamente il sovraccarico funzionale. I microtraumi ripetuti creano piccole lesioni nei tendini che, se non curate, portano a una degenerazione del tessuto. Le categorie più a rischio sono:
- Sportivi: tennisti, schermidori e sollevatori di pesi.
- Lavoratori manuali: imbianchini, cuochi, carpentieri e idraulici.
- Impiegati: l’uso prolungato di tastiera e mouse non ergonomici è una causa sempre più frequente.
Come curare l’epicondilite: i rimedi più efficaci

La buona notizia è che oltre il 90% dei casi guarisce con un trattamento conservativo. Ecco i passaggi fondamentali:
1. Riposo relativo
Il primo passo è sospendere le attività che scatenano il dolore.
2. Fisioterapia e Onde d’Urto
La fisioterapia è il pilastro della guarigione. Tecniche come la Tecarterapia, il laser ad alta potenza e soprattutto le onde d’urto (considerate il gold standard) accelerano la rigenerazione del tendine.
3. Utilizzo di un tutore per epicondilite
Un apposito cinturino pressore, posizionato circa 3 cm sotto il gomito, può scaricare la tensione dai tendini durante le attività lavorative, donando un sollievo immediato.
4. Esercizi di rinforzo eccentrico
Una volta ridotto il dolore, è fondamentale rieducare il tendine con esercizi specifici. Gli esercizi eccentrici (che consistono nel contrarre il muscolo mentre si allunga lentamente) sono i più efficaci per prevenire le recidive.
Conclusioni: tempi di recupero

Quanto dura l’epicondilite? I tempi di recupero variano da poche settimane a diversi mesi, a seconda della gravità. Intervenire precocemente è la chiave per evitare che il disturbo diventi cronico.
Se il dolore persiste, consulta sempre un medico fisiatra o un ortopedico per una diagnosi accurata tramite ecografia.